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Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Les Paul.


Bene, ora alzi la mano chi sa che Les Paul, oltre alle omonime chitarre, è stato un pioniere dello studio recording, portando in auge effettistica come phaser, flanger, overdrive, delay e registratori multitraccia.

Ma partiamo dal principio.

Les Paul, al secolo Lester William Polfuss, nacque a Waukesha (Wisconsin) il 9 Giugno 1915 e si spense a New York City il 12 Agosto 2009.

94 anni vissuti al servizio della musica.

Ciò di cui vorrei parlarvi in questo articolo è principalmente il suo lavoro pionieristico nel campo dell’effettistica e della registrazione, oltre ovviamente alla storia della sua storica chitarra.

Negli anni del dopoguerra le filosofie di registrazione studio sottostavano a dei rigidi protocolli all’apparenza ineluttabili.

Ed è proprio contro ciò che il signor Polfuss volle ‘battersi’ creando un proprio studio di registrazione homemade nel garage della sua casa ad Hollywood.

Negli anni successivi, assieme alla sua allora moglie Mary Ford, compose e registrò svariati successi musicali, tra cui la famosissima How High is the Moon, ai primi posti nelle classifiche americane di quei tempi.

Nei suoi album (fino al 1961, quando iniziò il suo declino) Les Paul poté sperimentare con effettistiche e tecniche di registrazione che si rivelarono, in seguito, essere all’avanguardia.

I Microfoni

Uno dei microfoni in auge negli anni di Les Paul, recentemente riprogettato nel Shure 55SH-II

Innanzitutto decise di reinventare il microfonaggio per la registrazione vocale e degli strumenti, posizionandoli, contrariamente alla norma del tempo, il più vicino possibile alle fonti d’audio.

Se dapprima questo fu fatto principalmente per evitare di captare i rumori delle strade che entravano dalle sottili mura del suo garage, Les Paul si accorse che il risultato era sì più innaturale, ma al tempo stesso la registrazione risultava essere incredibilmente più dettagliata e ciò contribuì a rendere la voce cristallina di Mary Ford più pacata e intima, oltre ad aprire le porte ad innumerevoli possibilità dal punto di vista chitarristico.

L’invenzione del Multi-Tracking

L’invenzione più importante del Signor Polfus (a parte l’omonima chitarra) risulta essere uno strumento essenziale per le registrazioni moderne: il multi-tracking.

In quei tempi si soleva registrare con tutti i membri che suonavano contemporaneamente il che rendeva il tutto più reale, ma al tempo stesso andava incontro a problematiche come, ad esempio, quello di vari ipotetici errori di esecuzione.

Nel 1930 a Les Paul venne dunque in mente l’idea di registrare una prima traccia iniziale di chitarra su un disco acetato per poi incidere una seconda traccia, suonandola mentre riproduceva la prima, su un altro disco e così via, fino ad arrivare fino ad un massimo di 500 dischi.

Se la prima canzone a mostrare le possibilità di questo tipo di registrazione fu Lover, ciò che rese palesi al mondo le vere potenzialità di questo metodo fu l’album How High is the Moon, che andò ad influenzare le grandi produzioni mondiali degli anni successivi (passando anche per Beach Boys e Beatles).

Da qui, infatti, nacque nel 1953 ( nonostante venne immesso sul mercato parecchi anni dopo) il primo registratore a 8-tracce, realizzato da Ampex, che aprì la strada alle tecniche di registrazione come oggi le conosciamo.

Le Distorsioni

Un recente modello di distorsore: il Boss DS-2

Quella del dopoguerra era anche l’epoca del jazz, dove la distorsione era considerata poco più che spazzatura.

I primi pionieri del suono sporco iniziavano a giocare con i suoni portando il gain delle valvole dei propri amplificatori ben oltre il limite, facendone risultare un suono acido e artefatto.

Anche Les Paul era tra questi e passò svariati anni a raffinare la tecnica, come dimostra questo audio del live al Los Angeles Philarmonic del 1944 con il Nat King Cole Trio, al minuto 1.30.

Delay, Phaser, Flanger e Eco.

Una pedaliera formata da effettistica a pedali singoli

Un’altra intuizione geniale di Les Paul fu quando si accorse di poter aumentare o diminuire la velocità di registrazione dei propri apparati, registrare su ottave più basse, cambiare tonalità e velocizzare il prodotto finale per creare effetti ancora mai ascoltati in precedenza, come si può ascoltare al minuto 1.08 della sua traccia Lover.

Anche per quanto riguarda il Phaser ed il Flanger, Les Paul è considerato uno dei primi (se non il primo) ad aver utilizzato tali effetti in un brano commerciale, avendo iniziato a sperimentare con questi strumenti già dagli inizi degli anni ‘40, nonostante non ne fosse direttamente l’inventore.

Ma la vera svolta arrivò nel 1948 quando egli decise di voler ricreare in studio un effetto eco come quelli udibili in montagna.

Giostrando con un registratore Ampex regalatogli anni addietro da Bing Crosby (conosciuto negli anni di servizio nella Seconda Guerra Mondiale), lui ed un amico decisero di installarvi una seconda testina fonografica appena dietro quella di riproduzione.
Questo meccanismo diede a Les Paul la possibilità di suonare sopra a ciò che aveva registrato qualche secondo prima.

Nacque così il primo effetto Eco non naturale e predecessore di tutti i pedali Eco utilizzati negli avvenenti Rock’n’Roll e Rockabilly.

Les Paul e la ‘Les Paul

Il famoso prototipo ‘The Log’

In chiusura un piccolo cenno va fatto anche all’iconica chitarra che porta il suo nome, anche se la storia è già conosciuta ai più.

Questa è forse la sua invenzione più conosciuta e che tutt’oggi fa sognare migliaia (se non milioni) di chitarristi.

L’idea nacque nel 1940 quando Polfuss taglio in due punti la cassa della sua Epiphone gettando le basi del prototipo rinominato The Log.

In seguito tagliò il corpo in tre seguendo la linea della tastiera, ricoprendo quella centrale di una tavola di legno di pino creando così un supporto rigido per i pick-up (da lui progettati e realizzati).
Il risultato fu un aumento di timbrica e sustain.

Nel 1946 portò quel prototipo e la sua idea di base all’allora capo amministrativo di Gibson, Maurice H. Berlin, salvo essere scartato e quasi insultato.

La sua invenzione era troppo al di là con i tempi.

Nel 1950 le cose cambiarono dopo che Fender cacciò la rivoluzionaria solid body Broadcaster (l’attuale Telecaster).

Un cambio nella presidenza di Gibson, con l’avvento di Ted McCarty, ed un conseguente sviluppo nella produzione di chitarre concorrenziali a quella Fender fecero sì che il progetto di Les Paul venne preso di nuovo in considerazione e nel 1951 gli ingegneri della casa, lo stesso McCarty e Polfuss iniziarono a lavorare ad una evoluzione della ‘The Log’.

Fu così che nel 1952 venne lanciata quella che, tutt’ora, è una delle chitarre più riconosciute, riconoscibili e vendute di tutti i tempi (seppure negli anni abbia avuto numerose modifiche ed edizioni) dotata di corpo in mogano con top bombato in acero, manico in mogano incollato al corpo, 62,9 cm di diapason e due pick-up single coil P-90 con 2 potenziometri volume e 2 tono.

Uno dei modelli di Gibson Les Paul realizzati dal 1952 ad oggi.

Les Paul, l’inventore silente.

In conclusione, sebbene il signor Les Paul sia già una figura importantissima e giustamente stimata nel mondo della musica, ciò che ci ha donato (vuoi per sua invenzione, vuoi semplicemente per la ‘spinta’ che diede ad invenzioni poco utilizzate all’epoca) si può dire che è in realtà molto più che una semplice chitarra.

Anche grazie alla sua vita dedicata alla musica e alle sue tecnologie oggi molte cose nel mondo musicale sono come le conosciamo.

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